Il parto prematuro

Si definisce parto pretermine o prematuro un parto il cui travaglio ha luogo tra la 22ª settimana e la 37ª settimana completa di gestazione. La durata della maggior parte delle gravidanze è di circa 40 settimane ma circa il 10% dei parti avviene prima. Un neonato nato tra la 37ª e la 42ª settimana è considerato a termine.

Cause e fattori di rischio
• Distacco di placenta
• Eccesso di contrattilità uterina
• Eccesso di liquido amniotico (polidramnios)
• L’età della madre (meno di 20 anni o più di 38)
• Fibromi uterini
• Il fumo o l’uso di droghe o di alcol (specialmente per IUGR e rottura delle membrane)
• Gestosi
• Gravidanze gemellari
• Grave sottopeso della madre durante la gravidanza
• Incontinenza cervicale
• Infezioni vaginali asintomatiche
• Iposviluppo del feto
• Malattie infettive
• Malformazioni dell’utero
• Infezioni placentari asintomatiche
• Stress

Classificazione
Considerando il peso alla nascita si distinguono:
• Neonati LBW (Low Birth Weight), il cui peso alla nascita è compreso tra 1501 e 2500 gr.
• Neonati VLBW (Very Low Birth Weight) il cui peso alla nascita è < 1500 gr
• Neonati ELBW (Extremely Low Birth Weight) il cui peso alla nascita è < 1000 gr
Considerando invece il peso alla nascita in rapporto all’età gestazionale si parla di:
• Neonati AGA (Appropriate for Gestational Age) il cui peso è appropriato all’età gestazionale compreso tra il 10° e il 90° percentile
• Neonati SGA (Small for Gestational Age) il cui peso è basso per l’età e inferiore al 10° percentile
• Neonati LGA (Large for Gestational Age) con peso maggiore al 90° percentile

Il non completo sviluppo di organi e apparati comporta dei problemi di adattamento alla vita extra-uterina per questo motivo i neonati pretermine hanno rischio di mortalità nel primo anno di vita più elevato di quelli a termine, la nascita pretermine costituisce la causa principale di mortalità anche nei paesi occidentali nei quali l’assistenza sanitaria nei reparti di neonatologia ha raggiunto ottimi livelli.
Uno dei rischi maggiori dei nati pretermine è la cosiddetta malattia respiratoria del neonato pretermine anche nota come respiratory distress sindrome (RDS) o malattia da membrane ialine polmonari. I polmoni del pretermine non sono ancora in grado di produrre il surfattante (SRF) fondamentale per il corretto svolgimento della respirazione. Per questo motivo in caso di rischio di parto pretermine alla madre viene somministrato un corticosteroide, solitamente il betametasone, al fine di accelerare la maturazione polmonare del feto.

Il neonato pretermine può inoltre andare incontro a svariati problemi:
• di controllo della temperatura, il sistema di termoregolazione non è ancora sviluppato, per questo motivo i neonati pretermine vengono posti in culla termica (o incubatrice), una sorta di contenitore nel quale sono regolabili temperatura, umidità e ossigenazione.
• di tipo infettivo: i neonati pretermine sono maggiormente soggetti a rischio di infezioni da virus e batteri in quanto lo sviluppo del sistema immunitario non è ancora completo
• anemia: la produzione di globuli rossi non è ancora “a regime”
• cardiaci: bradicardia e conseguente rischio di apnee e desaturazione. Le apnee possono anche essere legate alla pervietà del dotto di Botallo.
• visivi, retinopatia del prematuro (ROP)
• ittero neonatale
• cerebrali: è elevato il rischio di emorragia intraventricolare o leucomalacia periventricolare con paralisi cerebrale, ritardo motorio e mentale, patologie psichiatriche
• nutrizionali: fino al quando la suzione e la respirazione non sono coordinate il pretermine viene alimentato via endovenosa e successivamente tramite sondino orogastrico (gavage) con alimentazione frazionata o enterale continua.
• neurologico consistenti in ritardi nello sviluppo, difficoltà di apprendimento
• enterocolite necrotizzante

Risvolti psicologici
La nascita di un bimbo prematuro ha un forte impatto psicologico sulla coppia di genitori. Sentimenti come shock, disperazione, rabbia, senso di frustrazione e di colpa richiedono spesso lunghi tempi di accettazione ed elaborazione. Per esempio in una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics si è riscontrato che nelle settimane immediatamente dopo la nascita dei loro bambini, il 40% delle madri e il 36% dei padri ha sperimentato sintomi clinicamente significativi di depressione. Questo comparato con solo il 6% delle madri e il 5% dei padri di bambini sani, nati a termine della gestazione. Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Sant’Orsola fornisce un supporto psicologico a questi genitori volto a superare le difficoltà.